L’edilizia di tipo sostenibile in Italia è oggi un dato di fatto, la sua diffusione inizia ad essere rilevante, anche se il cammino è ancora lungo.
Secondo il quinto resoconto dell’ONRE (Osservatorio nazionale regolamenti edilizi per il risparmio energetico) di Legambiente e Cresme, prospettato e reso pubblico proprio in questi giorni, i Comuni italiani che hanno abbracciato le direttive per la promozione del risparmio energetico ed hanno promulgato norme comunali specifiche sono attualmente a 855.
Queste entità territoriali hanno realizzato modifiche alle normative in tema di edilizia con lo scopo di renderle maggiormente orientate a criteri di risparmio energetico e di tutela dell’ambiente, ottimizzando le prestazioni energetiche degli edifici e massimizzando il benessere abitativo delle case.
Il segnale è evidente, molti italiani oggi risiedono in comuni che hanno abbracciato tali iniziative ma manca ancora una supervisione globale di ciò che avviene in maniera spontanea localmente, una sorta di controllo e indirizzo strategico che renda le azioni locali rispondenti ad un criterio di omogeneità nazionale.
Il rapporto dell’ONRE presenta un quadro in cui le normative eco-sostenibili si stanno diffondendo in tutto il territorio nazionale, prevalentemente dell’area delle regioni del nord. Ecco le regioni che hanno il numero maggiore di comuni maggiormente ricettivi della tematica della sostenibilità:
- Lombardia
- Emilia Romagna
- Veneto
- Piemonte
Scorrendo la relazione dell’ONRE risaltano alcuni interessanti dettagli, cioè, su 855 Comuni:
- sono 632 ad adottare gli obblighi sugli isolamenti termici degli edifici
- 273 Comuni promuovono le costruzioni di “tetti giardino”
- 330 Comuni trattano l’argomento degli infissi ad alta efficienza
- 463 Comuni stabiliscono l’obbligo di ricorrere al solare termico
- 467 Comuni rendono obbligatorio, per i nuovi edifici costruiti, l’utilizzo del fotovoltaico
- 164 Comuni si dedicano all’argomento della contabilizzazione per singolo inquilino dell’energia prodotta da sistemi centralizzati
- In 447 Comuni si tratta delle tematiche inerenti all’orientamento delle costruzioni e all’ombreggiatura
- 388 Comuni hanno prodotto regolamenti per l’edilizia riguardanti l’analisi dei materiali usati per le costruzioni e relativa individuazione delle loro caratteristiche sul piano della sostenibilità.
- 46 Comuni su 855, con le loro norme, promuovono gli interventi finalizzati ai “salti” di classe di efficienza energetica da classi inferiori a classi maggiormente performanti.
In base a riflessioni su questa tematica effettuate dal vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, le normative adottate in ambito edile dai Comuni Italiani vanno interpretate come una guida che illustra in quali direzioni si stia muovendo il nuovo corso dell’edilizia sul piano nazionale, quali siano i punti in cui convergono le iniziative di innovazione dei criteri di progettazione e costruttivi che caratterizzeranno la nuova edilizia sostenibile globale.
A quanto sembra, le direttive europee si stanno concretizzando localmente nell’ottica stabilita della massimizzazione delle prestazioni energetiche e loro controllo e verifica mediante i criteri della certificazione energetica.
Il prossimo obiettivo è riunire al di sotto di un’unica regia nazionale le dislocate ed indipendenti iniziative locali per ottenere la realizzazione di un balzo sostanziale del settore edile, di renderlo un settore di punta dell’economia nazionale che generi nuovi posti di lavoro per riqualificare l’intera urbanistica italiana.
L’obiettivo per il 2021 è consentire per questa data l’adesione sostanziale ai parametri definiti in sede europea per tutti gli edifici di nuova costruzione.


