Il Tetto vegetale, anche definito copertura vegetalizzata costituisce un metodo di realizzazione di tetti alternativo a quelli che usano le tradizionali tegole; è un metodo che nasce nei paesi del Nord Europa che consente di avere tetti con un buon coefficiente di isolamento termico e antincendio.
Tramite il tetto verde possiamo integrare spazi verdi, oggi così rari in molte zone urbane, proprio nelle costruzioni dove abitiamo o dove risiedono uffici, servizi commerciali o altro e così migliorare il benessere abitativo delle costruzioni in chiave ecologica ed ambientale.
Otterremo inoltre risultati estetici di rilievo migliorando l’effetto visivo di coperture che altrimenti risulterebbero fredde ed anonime.
Il tetto verde è anche efficace nel processo di regolazione dei flussi di acque piovane consentendo di “dare una mano” alle reti di fognature in concomitanza di grandi fenomeni piovosi, in quanto costituiscono aree che partecipano al drenaggio delle acque.
I tetti verdi svolgono inoltre l’importante compito di equilibrare il clima raffrescando sia le aree cittadine, sia le costruzioni che li ospitano.
La struttura sezionata di un tetto verde mostra una stratificazione a “sandwich” composta principalmente da 4 parti, cioè:
- Membrana a tenuta stagna in materiali gommosi o bituminosi
- Strato di drenaggio in materiale granulare che può essere di varia natura
- Strato di crescita (principalmente terra)
- Strato vegetale
I tetti verdi possono essere di due tipi, cioè:
- Tetti verdi intensivi (detto anche giardino pensile).
- Tetti verdi estensivi
Quelli del primo tipo, cioè intensivi, hanno un peso maggiore, spessore minimo dello strato di terra di30 cm, richiedono pertanto che la struttura dell’edificio sopporti un carico aggiuntivo di 400/750 kg/metroquadro. Essi sono dei veri e propri giardini che prevedono la possibilità di effettuare manutenzioni e di irrigarli. Essendo notevole lo spessore dello strato di terreno e di quello deputato al drenaggio, i giardini pensili non necessitano l’applicazione di metodi termo-isolanti, a differenza dei tetti verdi estensivi.
Le coperture vegetali del secondo tipo, cioè estensivi, richiedono come spessore dello strato di terreno5/12 cm, saranno popolati da vegetazione più piccola, richiederanno minore manutenzione ed irrigazione più semplificata quindi, come parametri di carico sulla struttura, basteranno 60/250 Kg/metroquadro.
Per progettare un tetto verde è indispensabile eseguire studi accurati sulle strutture degli edifici che lo dovranno sostenere, per poi definire esattamente le modalità di realizzazione degli strati sopra descritti. La normativa a cui fare riferimento è la UNI11235.
Si potrà poi ricorrere all’integrazione di questi giardini con elementi di arredo o con sistemi a pannelli solari per produrre energia.


