Il fotovoltaico, ora le celle che usano enzimi animali
Nel settore del fotovoltaico e della ricerca finalizzata allo sfruttamento dell’energia solare accadono novità di continuo.
Basti informarsi sull’avanzamento delle tecnologie a livello mondiale per rendersi conto che i progressi nel fotovoltaico avvengono in maniera esaltante e stupefacente.
L’ultima novità proviene dalla Svezia dove si è ideato un nuovo tipo di cella solare che sfrutta la fluorescenza delle meduse.
Lo studio in questione è opera di menti geniali della Chalmers University of Tecnology di Göteborg in Svezia.
Gli studi in oggetto sono riusciti a realizzare un dispositivo fotovoltaico che ha come base una proteina fluorescente reperibile in natura nelle molecole della medusa Auquorea Victoria.
La proteina in questione è capage di reagire al collegamento su due elletrodi collegati a loro volta ad uno strato di silicio e si assembla in filoni.
Una volta che si è assemblata, se la esponiamo a luce ultravioletta, la proteina di origine animale assorbe fotoni ed elettroni innescando la produzione di energia elettrica.
Non tutti sono entusiasti di questa scoperta ma basti osservare che, a differenza di tecnologie alternative, questa cella non richiede materiali costosi per l’assemblaggio, come nel caso del biossido di titanio,
inoltre, la procedura per la sua installazione comporta una estrema semplificazione dell’operazione di montaggio e quindi notevole riduzione dei costi.
La proteina derivante dalle meduse è stata inoltre utilizzata per creare una cella a combustibile biologico che può generare elettricità facendo a meno della fonte di luce solare,
ciò grazie al fatto che la cella può alimentarsi con la luminescenza emessa da sostanze chimiche,
anche queste reperibili in natura.

